Cinque motivi per visitare il festival di fotografia Rencontres d’Arles

Ogni estate, la cittadina francese di Arles, nel sud della Francia, si trasforma nella capitale internazionale della fotografia grazie al festival “Les Rencontres de la photographie”. Se sei una persona appassionata di fotografia, un/a docente, un/a professionista dell’immagine o semplicemente in cerca di ispirazione, ecco 5 buoni motivi per visitare il festival.
1. Trovare ispirazione per i propri progetti fotografici
Non c’è dubbio: il festival Rencontres d’Arles è il luogo ideale per trovare ispirazione. Che tu abbia già un progetto fotografico nel cassetto o sia in cerca di nuove idee, visitare il festival di fotografia Rencontres d’Arles può aiutarti a comprendere meglio il linguaggio fotografico contemporaneo e a riflettere sulla progettualità.
Al di là del tema che ogni anno fa da filo conduttore (es. Immagini disobbedienti nel 2025, Sotto la superficie nel 2024, Uno stato di coscienza nel 2023), è facile trovare mostre che affrontano la stessa tematica (emancipazione femminile, rapporto con il padre, cambiamento climatico) da punti di vista differenti.
Analizzare le scelte narrative di un autore o un’autrice – dal linguaggio visivo alla sequenza – è un esercizio utile per chi sta cercando di dare forma o continuità al proprio progetto personale.
Durante la settimana inaugurale puoi anche partecipare alle letture portfolio e incontrare photo editor, curatorə, fotografə: un’occasione preziosa per ricevere feedback su progetti conclusi o in fase di sviluppo.

2. Scoprire nuove visioni del mondo
Ogni anno il festival Rencontres d’arles propone mostre fotografiche di altissima qualità, che rispondono a tre categorie:
- monografiche: dedicate all’opera di un singolo fotografo o fotografa
- per area geografica: che esplorano una nazione o un territorio specifico
- tematiche: legate a questioni trasversali come l’identità, il corpo, la memoria, il paesaggio
Per ogni tipologia farò due esempi di mostre che ho avuto occasione di vedere.
Mostre monografiche
Nel 2024, la Tour LUMA ha ospitato la più grande retrospettiva mai realizzata su Diane Arbus, con un allestimento a costellazione tra i più belli che abbia mai visto. Era anche l’unica mostra in cui non si potevano scattare fotografie: inserisco qui un’immagine dal sito ufficiale per rendere l’idea dello spazio espositivo.

Nel 2025, la Mécanique Générale ha ospitato una grande mostra su Yves Saint Laurent, stilista di fama mondiale, raccontato attraverso le immagini di celebri fotografi e fotografe che ne hanno documentato la vita privata, le sfilate, le campagne pubblicitarie.

Mostre per area geografica
Nell’edizione 2025 del festival Rencontres d’Arles, una delle mostre più interessanti è stata “On Country: photographie d’Australie”, dedicata alla fotografia australiana contemporanea, con un focus sulle narrazioni dei popoli autoctoni. È stata l’occasione per scoprire, ad esempio, che in Australia esistono oltre 250 gruppi linguistici, e riflettere sull’impatto della colonizzazione nella costruzione dell’identità visiva.

Nel 2023, nella stessa sede espositiva (la chiesa di Sainte-Anne, in Place de la République), è stata allestita SØSTERSKAP. Photographes contemporaines nordiques, una mostra dedicata ai Paesi del Nord Europa e alle differenze culturali rispetto all’Europa mediterranea.

Mostre tematiche
La Mécanique Générale ha accolto per due anni consecutivi due mostre tematiche straordinarie dedicate a mascolinità e femminilità, attraverso lo sguardo di fotografə, performer e artistə visivi.
I percorsi espositivi del festival non sono mai scontati: anche quando ho incontrato autori e autrici che conoscevo già, la curatela ha saputo offrire nuove chiavi di lettura, mettere in luce aspetti poco noti e costruire connessioni inedite tra epoche, linguaggi e generazioni.

3. Vivere un’esperienza immersiva in un allestimento curato
Uno degli aspetti più apprezzabili del festival di fotografia di Arles è la cura degli allestimenti.
Ogni mostra è pensata nei minimi dettagli: qualità delle stampe, cornici, disposizione delle immagini, didascalie e percorsi di visita. L’esperienza è spesso così coinvolgente da lasciare un ricordo duraturo, che va oltre il tema trattato.
Un esempio è Voyage au centre di Cristina De Middel (Rencontres d’Arles 2024), allestita nell’Église des Frères Prêcheurs. Un progetto dedicato a chi rischia la vita nel tentativo di attraversare il confine tra Messico e Stati Uniti, raccontato con un linguaggio simbolico e un allestimento che evocava il senso di separazione e difficoltà. Un’esperienza tanto potente da spingermi ad acquistare subito il libro per poterla rivivere e studiarla a fondo.

Un altro caso è la mostra di Michel Medinger, L’ordre des choses: un inno all’horror vacui, in cui ogni superficie è occupata da oggetti e fotografie in formati diversi, alcune retroilluminate, immerse nell’oscurità. È sempre sorprendente vedere come lo stesso spazio espositivo possa trasformarsi radicalmente da un anno all’altro grazie all’inventiva degli allestitori.
4. Esplorare l’editoria fotografica e i premi del festival di Arles
Sfogliare libri fotografici è una delle esperienze più belle che consiglio a tutte le persone appassionate di fotografia. Se finora non ti sei mai avvicinato al libro fotografico come oggetto di design, Arles è il posto giusto.
Durante il festival si possono trovare tantissime librerie temporanee e permanenti, tra cui:
- Librairie du Palais – una libreria indipendente con angolo espositivo e librai molto preparati
- Actes Sud – casa editrice storica con libreria, ristorante, bar, cinema, spazio espositivo e perfino un hammam
- Il bookshop in Place de la République – dove puoi ritirare il biglietto del festival, prendere il dépliant e dare un’occhiata ai libri delle mostre in corso
- Il bookshop di Court Fanton – un luogo perfetto in cui rilassarsi su una sdraio leggendo un libro fotografico
- Le Buste et l’Oreille – con una raffinata selezione di titoli, tra cui le guide Louis Vuitton dedicate anche ad Arles.
Le prime due sono un punto di riferimento per l’editoria fotografica, anche perché sono case editrici oltre che librerie.

Inoltre, ogni anno vengono assegnati due premi editoriali:
- Luma Rencontres Dummy Book Awards, dedicato ai dummies, cioè alle copie zero di libri fotografici
- il Prix du Livre de Rencontres d’Arles, suddiviso in tre sezioni.
I visitatori e le visitatrici possono sfogliare i libri finalisti in una delle sedi espositive del festival e farsi un’idea della grande varietà di pubblicazioni.
👉 Se vuoi saperne di più, puoi leggere il mio articolo dedicato al Premio Roederer 2025, in cui ho selezionato i cinque libri che mi hanno colpito di più.
5. Scoprire il circuito Off e la fotografia emergente
Il circuito Off del festival Rencontres d’Arles è un’occasione per esplorare la città e conoscere nuovi autori e autrici. Accanto alle gallerie d’arte, troverai piccoli spazi espositivi, bar, hotel, circoli e pasticcerie che si trasformano in luoghi dedicati alla fotografia.
Curato da La Kabine, il circuito Off ha ospitato nel 2025 oltre 120 esposizioni di autori e autrici emergenti. Ne fanno parte, tra i tanti FishEye Gallery, spazio espositivo che ogni anno indice un premio per fotografi emergenti e pubblica una rivista molto interessante, Actes Sud che quest’anno ospita una bellissima mostra di Joan Fontcuberta, e la mia pasticceria preferita: Peach!
👉 Scopri il programma completo sul sito del circuito Off:
https://festivaloffarles.com/


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